Giocare per un Colore
Uno dei modi per diventare famosi è di mangiarsi tutto l’arrosto di Natale cucinato dalla vostra suocera. Di solito questo trionfo accade in una stanza ricoperta di mattonelle e libri e non è di certo una di quelle vittorie di cui volete parlare con gli amici. In parole povere: non è poi così semplice diventare famosi.
Anche giocare per un colore non è poi così facile, e ci sono 3 situazioni comuni che portano un qualsiasi giocatore ad optare per questo tipo di mano. Abbiamo sommato in questo articolo il “da farsi” per il giocatore che si troverà in una di queste situazioni.
Inizialmente vi potreste trovare con una coppia nella quale ci sia una carta alta come un asso o un rè, ed una carta bassa come un cinque, un sei o sette. La tentazione è di vedere il flop sperando di aggiungere alle vostre carte una coppia simile o una carta vincente. Questa potrebbe essere una bella mossa se nessuno dovesse effettuare una puntata.
Chiaramente l’azione perfetta sarebbe di riuscire a vedere un flop per il prezzo di un grande blind. Se qualcuno dovesse oltrepassare quella soglia, passate la mano. Anche se dovesse andare a pari della carta più alta che avete, quella che deciderà la mano, non è forte abbastanza, e vi potreste ritrovare a terra con tasche vuote alla fine di un grandissimo sforzo.
Lo stesso consiglio vale per le carte dello stesso seme ma dal valore più basso come un 7 0 un 8. Queste non sono carte nelle quali vale la pena investire, perchè se doveste perdere il colore, non si può più andare in nessuna direzione con questa mano. Se il flop non vi aiuta, avrete perso velocemente anche quella possibilità.
Potete giocare se vi ritroverete con un asso o un re dello stesso seme, o con una coppia di carte alte, perchè questa mano è una di quelle molto versatili. Avete la possibilità di un colore e di una scala. Se doveste trovare una delle vostre carte e fare una coppia, sarete in possesso di un “kicker” e quindi la carta che deciderà il piatto. Quindi se non otterrete il colore potete sempre provare con il piano di riserva.